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La Comunità
Lahuén nasce il 1° Dicembre del 1983 e trova la sua
prima sede a Corchiano, un piccolo paese in provincia di Viterbo.Successivamente,
nel giugno del 1984, avviene l'insediamento nel luogo che per
tanti è stato la sede della Comunità: Villa Laura
a Morrano, nei paraggi di Orvieto. Una antica dimora principesca
immersa nel verde, che ha conosciuto ed accompagnato la crescita
e lo sviluppo della nostra struttura. Ma essendo preesistente
non era provvista degli spazi adeguati alle necessità dell'intervento
terapeutico. Ragion per cui ci siamo messi alla ricerca di un
luogo che rispondesse in maniera più adeguata alle nostre
esigenze. E col tempo e la pazienza siamo arrivati qui.Un panorama
spettacolare, con apertura sul lago di Corbara e sullo sfondo
l'oasi di Alviano. La struttura è in cima a una collina,
appena sotto al paesino e con un giro di orizzonte sconfinato.Gli
occhi scendono sulla valle sottostante, ricca di pini, querce,
abeti, macchia mediterranea. Siamo nell'Umbria verde, bagnati
dalle acque del Tevere, con una serie di balze degradanti verso
il lago, cariche di uliveti e vigneti.Lo staff completo dell'attuale
gestione sapeva quali erano i bisogni di una comunità come
la nostra; conosceva i principi a cui si ispirava e voleva, come
dice l'architetto, "dare un vestito su misura" alla
struttura che si andava a realizzare.Per questo vestito hanno
lavorato tutti: operatori, pazienti e amministratori.E' un progetto
che nasce dalla base, a partire dalle esigenze dei pazienti e
di tutti coloro che hanno esperienza di vita di comunità
con pazienti psichiatrici.Dovendo servire a una comunità,
una struttura psichiatrica riabilitativa deve rispondere
a criteri di socializzazione e solidarietà.La socializzazione
è un processo in cui si impara a stare insieme. Si impara
a condividere gli spazi, le cose, le idee, la cultura, i vissuti,
il lavoro, ecc.
Bisogna perciò creare molti spazi che favoriscano l'incontro,
lo stare insieme, gli scambi di opinione, la collaborazione, l'apertura
verso l'altro.
La comunità ha fatto la scelta di laboratori che possano
essere indistintamente utili a tutti i pazienti. Non cose specialistiche
dunque ma attività che possano servire nella vita. La nuova
struttura prevede spazi da utilizzare in modo polivalente per
attività che possano essere utili nella vita quotidiana:
-
laboratorio teatrale, per imparare a superare le paure di
relazione col pubblico e accrescere l'autostima;
- laboratorio musicale, per entrare in sintonia con le proprie
emozioni;
- laboratorio di arte terapia, per sviluppare delle qualità
creative come la pittura , la scrittura, la fotografia;
- laboratorio culturale (biblioteca), per aumentare il livello
delle conoscenze in tutti i campi;
- laboratorio artigianale, per apprendere nuovi ed antichi
mestieri;
- laboratorio agricolo, per acquisire manualità, conoscenza
della natura, attenzione alle piante e agli animali;
- laboratorio sportivo, per la cura e lo sviluppo armonico
del corpo. |
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Nel concepire
questa struttura abbiamo pensato a un ambiente riposante, pieno
di verde, dove visivamente si percepisca un senso di accoglienza
sia da parte del personale che dal modo con cui tutto l'impianto
architettonico è impostato.La comunità deve dare
l'idea della casa e del villaggio, dell'intimità e della
relazione.Un
luogo in cui si possa stare bene, pieno di interiorità
e di relazione.Qui in Umbria vi sono tanti posti in cui
si respira ancora l'aria del borgo.La comunità Lahuèn
intende rimanere in sintonia architettonica, umana ed ambientale
col borgo, un luogo che sia semplice ed accogliente, in armonia
con la natura ma pieno di vitalità, bello da vedere e da
abitare, dove si senta il respiro di questa terra e quello di
chi la abita e ci lavora.Ci sia però consentito di volere
questo posto anche come uno spazio ricreativo in cui ci si possa
distendere, rilassare, ritrovare nuove energie.I pazienti a causa
dei loro traumi e la rinuncia a molte libertà individuali,
gli operatori per l'enorme carico di lavoro, hanno bisogno di
ri-crearsi.Una comunità residenziale come la nostra deve
prevedere spazi e modi per riprendere energie. E' bene quindi
che ci siano ambienti rilassanti, visioni panoramiche, sale ricreative,
passeggiate distensive, piscina, palestra, tutto ciò che
può confortare il corpo e la psiche in maniera sana. E
da ultimo, ma non ultima, una cucina di prima qualità.
Nel personale sogno del direttore c'è l'idea della costruzione
di un ambiente che possa assumere la funzione di un utero accogliente
e rilassante dove decantare le fatiche e riprendere le forze fisiche
e psichiche: una specie di idromassaggio per il corpo e la mente.
Speriamo di essere riusciti a realizzarlo!
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